AOC respects your data privacy

Why cookies? Simply because they are used to help the website function, to improve your browser experience, to integrate with social media and to show relevant advertisements tailored to your interests. Click 'I accept' to accept cookies or read our cookie statement to learn how to turn off cookies.

Accept
Condividi questo articolo

Amici per sempre negli MMO

Il gaming può essere molto più di un semplice passatempo. Soprattutto i MMORPG (Massively Multiplayer Online Roleplaying Games) sono terreno fertile per coltivare nuove amicizie. In questo episodio di Spirito da gamer conosceremo persone che nei giochi online hanno trovato amicizie durature.

Il gigantesco drago nero Nefarian, boss finale di Blackwing Lair, cade dopo appena cinque minuti dall'inizio del combattimento. Il raid ben coordinato di 40 giocatori che agiscono come un sol uomo, rispondendo in modo impeccabile agli attacchi del demone, porta rapidamente alla sua sconfitta. È solo un giovedì come tanti altri per Evo e la sua gilda in quella che, all'epoca, era la spedizione di gruppo più impegnativa di World of Warcraft: Classic.

Evo è il leader di Above Average, una delle migliori gilde sul server tedesco "Venoxis". Per lui, giocare a WoW con la sua gilda è più di un semplice passatempo. "La gilda è passione. Proprio come negli sport di squadra, è molto più gratificante raggiungere degli obiettivi insieme come gruppo, piuttosto che farlo individualmente", spiega l'appassionato di MMO nella nostra intervista.

Oltre ad alcuni suoi amici della vita reale, che si sono uniti a lui nella fondazione di questa gilda la scorsa estate, il gamer ha conosciuto tante altre persone giocando. "Con alcuni ho stretto una vera e propria amicizia. Parliamo anche di argomenti che non riguardano il gioco e abbiamo tanti interessi in comune". Sebbene la maggior parte dei suoi compagni di gilda viva distante, il legame che hanno stretto ha già trasceso la barriera del virtuale, riflettendosi nel mondo reale.


Incontrare i nuovi amici nella vita reale

Alla fine del 2019, appena tre mesi dopo il lancio di Classic, la gilda appena fondata si è riunita in uno dei tanti celebri mercatini di Natale in Germania per parlare, bere un drink e conoscersi di persona, al di là dei nickname e delle avventure virtuali. Spesso i gamer scherzano sul fatto di incontrarsi di persona, ma poi continuano a rimandare. Above Average non scherza.

Evo ha maturato una grande esperienza con il MMORPG di Blizzard, iniziando a giocare sin dal lancio del gioco, intorno al 2011 (con qualche interruzione qua e là), ma continua a mantenere i contatti persino con amici conosciuti online ancor prima. "Quando uscì Burning Crusade nel 2007, avevo conosciuto un ragazzo che diventò presto un buon amico. Andavamo così d'accordo che, poco dopo, andai a trovarlo in Svizzera e lui venne a trovarmi in Germania. Siamo ancora amici e l'anno scorso ha persino partecipato al mio matrimonio". Anche il suo amico svizzero lo a raggiunto in Classic, ma per poco tempo. Ciò che resta è la loro amicizia al di fuori del gioco.

Perché socializziamo negli MMO

Storie come quella di Evo sono abbastanza comuni negli MMO e in altre community. Testimoniano che il cliché dei gamer asociali non è altro che un mito. World of Warcraft è forse l'esempio più eclatante, ma in tutti gli MMO nascono nuove amicizie. Everquest 2, Age of Conan o The Elder Scrolls Online, indipendentemente dai titoli i videogiochi dimostrano di essere anche un mezzo per socializzare, fare nuove conoscenze e, magari, trovare dei veri amici. Alcuni gamer molto fortunati hanno persino trovato la loro anima gemella giocando online.


Se hai mai giocato a un qualsiasi MMO per un po' di tempo, puoi sicuramente riconoscerti in queste testimonianze. La maggior parte degli MMO richiede cooperazione tra i giocatori per poter superare le molteplici sfide incontrate. È del tutto naturale che questi giocatori inizino a riunirsi in gilde o gruppi simili per massimizzare la loro cooperazione. In questo modo, entrano a far parte di qualcosa di più grande, di un'entità sociale.

All'interno di tali costrutti sociali, interagiscono quotidianamente con le stesse persone, dialogano tra loro su Teamspeak o Discord, imparando a conoscersi sempre meglio. Per alcuni, gli amici online diventano anche una valvola di sfogo per i loro problemi nella vita reale, trovano in loro sostegno, consigli o semplicemente qualcuno che li ascolti.

Secondo Evo, tutti hanno bisogno di una passione, che si tratti del lavoro, della squadra del cuore o, nel suo caso, di una gilda in un MMO. Presto, WoW assumerà una dimensione secondaria nella vita di Evo, in quanto sta per diventare papà. Ma è fiducioso che troverà ancora tempo per i suoi nuovi amici e che riuscirà a coltivare queste amicizie anche se Blizzard decidesse di proseguire con la rimasterizzazione degli addon di WoW. "Il mio sogno sarebbe giocare con i miei amici anche dopo Classic", commenta. Dopotutto, certe amicizie valgono ben più di un gioco.

Condividi questo articolo