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I giochi che hanno fatto la storia - DOOM

Alcuni giochi non sono solo belli, ma così straordinari da diventare rivoluzionari. Stiamo parlando di classici che hanno definito generi completamente nuovi, introdotto tecniche o gameplay rivoluzionarie e influenzato intere generazioni di gamer. Vogliamo dedicare la prima parte della nostra serie "I giochi che hanno fatto la storia" a un titolo davvero speciale: DOOM


Oggigiorno gli sparatutto in prima persona (FPS) sono tra i giochi più popolari. Titoli come Call of Duty, Halo, Counter-Strike: Global Offensive e PUBG sono punti fermi nel settore, ognuno con milioni di affezionati gamer.

All'inizio degli anni '90 l'ormai leggendario studio id Software rivoluzionò il mondo del gaming. Dopo la loro prima uscita di successo, Wolfenstein 3D (1992), gli sviluppatori guidati da John Carmack, Tom Hall e John Romero svilupparono ulteriormente la formula di quell'acclamatissimo predecessore, definendo di fatto un genere del tutto nuovo.

L'alba di una nuova era

Il risultato dei loro sforzi fu DOOM (1993), un frenetico sparatutto d'azione in cui i giocatori si dovevano far strada tra labirinti pieni di mostri, risolvendo semplici enigmi e potenziando sempre di più il proprio arsenale. Sebbene il gioco possa sembrare piuttosto banale rispetto agli standard odierni, DOOM introdusse innovazioni tecniche che furono adottate da tutti i suoi successori.

L'engine consentì un design dei livelli molto più complesso rispetto a qualsiasi altro gioco 3D fino ad allora. Cose che oggi consideriamo scontate, come scale, finestre, piattaforme mobili e ascensori, erano novità assolute che resero il mondo di DOOM più autentico, interessante e vario.

Doom (a sinistra) è stato il primo FPS a utilizzare effetti di luce innovativi per trasmettere terrore e suspense. Questa tecnica ha poi raggiunto la perfezione in giochi moderni come Alien Isolation (a destra). Fonte: id Software/Creative Assembly, YouTube


Affievolendo l'illuminazione, i colori svanivano gradualmente nell'oscurità, creando così l'illusione della profondità e delle variazioni di luce. L'illuminazione dinamica ha contribuito molto a creare l'atmosfera di DOOM, incutendo paura e orrore come nessun altro titolo prima di allora. Da allora i giochi di luci e ombre sono diventati un punto fermo degli sparatutto horror, raggiungendo vette estreme in titoli quali Dead Space e Alien Isolation.

Una fonte di ispirazione

id Software è stata influenzata da numerosi esempi di cultura pop, dai film d'azione come Terminator e Aliens, alle immagini sataniche utilizzate nei giochi di ruolo fantasy, fino al thrash metal e alla fantascienza. Half-Life è stato uno dei giochi che ha ripreso le idee di base di DOOM. In seguito, una mod di Half-Life, Counter-Strike, sarebbe diventata uno degli eSport più popolari al mondo. Senza DOOM questo non sarebbe stato possibile.

I livelli di Doom sono pieni di creature grottesche. Molti giochi hanno copiato questo stile e ripreso i concept introdotti in Doom. Fonte: id Software

Il capostipite del multiplayer

La longevità del gioco è fortemente legata alla sua modalità multiplayer. I gamer potevano affrontarsi l'un l'altro e inventare sfide completamente nuove dopo aver terminato il gioco. La modalità multiplayer fu introdotta in quasi tutti gli FPS nati dopo DOOM, dando un forte impulso anche allo sviluppo del gioco in rete.

Il successore di DOOM, Quake (1996), ebbe probabilmente un impatto ancora maggiore sotto questo aspetto. Probabilmente si può considerare il classico nel mondo degli eSport, con miriadi di squadre e clan nati in tutto il mondo e fondamento di organizzazioni internazionali come SK Gaming e altri. Gli sparatutto più popolari di oggi, Fortnite e Apex Legends, hanno ancora molto in comune con questi vecchi titoli: il gameplay ricco d'azione, il ritmo esasperato e la implacabile competitività dell'esperienza multiplayer sono segni distintivi di entrambe le generazioni di sparatutto. Considerando i progressi di questo genere negli ultimi 25 anni, impressiona come un singolo gioco sia riuscito a cambiare così radicalmente l'intero settore del gaming.



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