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Loro giocano anche

Stai leggendo "Spirito da gamer". Questa è la finestra aperta da AOC sul lato umano che si nasconde dietro i giochi, i giocatori stessi, le scelte che fanno, nonché le storie e le connessioni che contano così tanto per così tanti. Questo è il nostro tentativo di mostrare il lato umano del mondo digitale, puntando i riflettori sui gamer stessi: perché fanno quel che fanno, chi sono davvero. In un mondo sempre più diviso, è sempre più difficile vedere ciò che abbiamo in comune, piuttosto di ciò che ci rende differenti. Ma i giochi hanno il potere di costruire ponti, tra le generazioni, tra i continenti o qualsiasi altra cosa vi sia nel mezzo. In tutto il mondo, in ogni angolo del nostro pianeta, le persone si ritrovano unite in qualità di giocatori, la loro passione li spinge a continuare a giocare. È tempo di ascoltare come è successo, come ci siamo arrivati e dove stiamo andando. I singoli individui, le organizzazioni e i giochi stessi, ognuno ha una storia da raccontare. Ogni giocatore è diverso, ogni storia è unica, questo è lo spirito da gamer.

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C'è un malinteso pericoloso che riguarda la nozione di "giocatore". L'idea che per conformarsi a quella particolare etichetta sociale si debba rifuggire dalla compagnia degli altri, alimentarsi solo con bibite gasate e patatine e passare una malsana quantità di tempo davanti a uno schermo, è un pregiudizio che ha accompagnato i giocatori dalla comparsa della prima console di gioco.

Certo, siamo nel 2018 e stereotipi dannosi come questo sono ormai sul viale del tramonto. Basta chiedere a chiunque abbia mai interagito con i media in modo significativo per avere conferma che chiunque può essere un giocatore. Dall'accessibilità istantanea di Candy Crush Saga o Pokémon Go fino alla posta in palio per una partita DOTA 2 con diretta televisiva, i giocatori assumono ormai ogni forma e dimensione. Sono finiti i giorni dei nerd, emarginati per la loro enciclopedica conoscenza di Ocarina of Time e della disposizione di ogni singolo frammento di cuore. Al loro posto, ognuno di noi potrebbe offrire informazioni preziose sulla posizione di un santuario di Breath Of The Wild che un collega o un amico non riesce a trovare.

È ovvio, quindi, che se la cultura del gioco e il lato ricreativo dei giochi sono diventati pienamente mainstream, allora anche celebrità e altri personaggi famosi della stessa cultura mainstream devono aver sentito il richiamo dei media interattivi. Eccome se l'hanno sentito! Le celebrità amano giocare ai videogiochi proprio come chiunque altro e le loro motivazioni possono essere più facilmente intuibili di quanto si pensi.


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Source: Instagram

Lo stesso Superman è noto per la sua passione per i dungeon crawler. Nonostante le tendenze fantascientifiche dei suoi supereroi cinematografici, Cavill è saldamente orientato sul fantasy quando si parla di videogiochi. È nota la sua storia, raccontata nel salotto televisivo di Conan O'Brien, di come perse la chiamata del registra di L'Uomo d'acciaio, Zach Snyder, che voleva informarlo di aver ottenuto la parte di Superman. Il motivo che gli impedì di alzare la cornetta? Cavill era troppo occupato a cercare Azeroth in World of Warcraft per rispondere al telefono. L'attore è anche stato scelto di recente per la prossima serie di Netflix, The Witcher, basata sull'omonimo franchising di libri e giochi. Cavill ha dichiarato a IGN di aver recentemente finito di rigiocare The Witcher III, nonostante l'impressionante tempo di gioco di 70 ore. La passione di Cavill per i videogiochi è quindi indiscussa.

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Source: Instagram

L'icona dell'UFC e attuale star della WWE, Ronda Rousey, è nota per il suo amore sfrenato per qualsiasi cosa contenga la parola "Warcraft". Dai cosplay alle convention, la Rousey può essere spesso vista ribadire a suo modo la sua smodata passione per il franchise. Nel 2015 sembrò che Blizzard, sviluppatore di World Of Warcraft, avesse ricambiato questo amore, inserendo volutamente nel gioco un easter egg chiamato "Rhonda", dalle sembianze analoghe alla talentuosa lottatrice. Venne successivamente confermato che si trattò di un errore da parte di fan sfegatati, desiderosi di accostare la Rousey al franchise. Il personaggio, infatti, doveva in realtà il suo nome a uno sviluppatore del gioco. Quello che avrebbe dovuto essere il momento di gloria di Rhonda Cox, è stato quindi oscurato dal fandom incontenibile di Rhonda Rousey e dalla sua affinità con il gioco. I legami sono profondi.

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Source: Instagram

Il rapper canadese Aubrey "Drake" Graham ha fatto irruzione su Internet all'inizio di quest'anno quando, unendo le forze con il famoso streamer Tyler Blevins, meglio conosciuto come "Ninja", per una sessione improvvisata con il gioco più famoso del 2018, Fortnite. Infrangendo il record di spettatori simultanei per uno streaming su Twitch, 635.000 utenti si sono sintonizzati per vedere il rapper sparare a zero e cantare "God's plan" mentre curava un compagno di squadra. Per tutto lo streaming, Drake ha mangiato pizza e chiacchierato di League Of Legends con Ninja, confermando che la sua passione per il gioco competitivo va oltre il genere Battle Royale.

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Source: Instagram

Almeno altrettanto iconica è l'attrice Michelle Rodriguez. È apparsa in serie celebri come Fast and Furious (2001) e Avatar (2009) e sta ora affascinando la critica con una performance da Oscar nel film drammatico Widows (2018). Ma la Rodriguez vanta una storia da gamer lunga quanto la sua carriera da attrice, anche se potresti non averne sentito parlare. Come ha raccontato a Yahoo, incolpa suo fratello per averla introdotta a una prima versione del franchise Doom, per il quale nacque un amore duraturo. La Rodriguez non ha tempo per il fantasy. Per lei solo FPS al 100%, oppure niente affatto.

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L'amatissimo attore, scomparso prematuramente, protagonista di film come Aladdin (1992), Will Hunting (1997) e Jumanji (1995), era famoso per il suo amore per i media interattivi, in particolare su piattaforma Nintendo. Williams apparve in una celebre serie di spot pubblicitari nei quali trascorreva del tempo giocando con sua figlia all'ultimo capitolo della saga Legend Of Zelda su Nintendo 3DS. L'amore dell'attore per il franchise è andato ben oltre il desiderio di essere protagonista di una campagna di marketing per Nintendo. Sai come si chiama sua figlia, nel mondo reale? Zelda, proprio come la saga che pubblicizzava. Sembra proprio che Robin Williams fosse un grande fan come chiunque di noi. Forse anche di più!

Quindi, la prossima volta che prenderai d'assalto una spiaggia con il tuo plotone o saccheggerai un castello con la tua gilda, ricordati che uno dei tuoi compagni di gioco potrebbe essere più di quel che rivela il suo screenname. Potrebbe essere Superman.



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