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Obiettivo raggiunto: tolleranza e inclusione

Uno degli aspetti più affascinanti dei videogiochi è che ti permettono di diventare chiunque o qualunque cosa tu desideri. Nei mondi virtuali dei giochi che più amiamo, i giocatori possono interpretare il ruolo di qualsiasi personaggio e fare praticamente tutto ciò che vogliono. Lo stesso vale per i giochi multiplayer, nei quali aspetto e provenienza non hanno alcun peso.

Tuttavia, la comunità videoludica viene spesso percepita come intollerante per colpa di vari episodi spiacevoli e controversi che, nel corso degli anni, hanno attirato l'attenzione dei media. Come gamer, siamo convinti che questi episodi non restituiscano un quadro veritiero di ciò che siamo e vogliamo far luce su alcuni aspetti che dipingono una comunità completamente diversa da quella stereotipata dai media.

In effetti, il gaming è un'attività che unisce persone di tutto il mondo, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, credo religioso, genere, età, origine o altre classificazioni. In un certo senso, i giochi possono donare un senso di appartenenza a molte persone.

Sempre più inclusivo

Il gaming è diventato un fenomeno di massa. Permea tutte le fasce della società e mette in contatto gamer di tutto il mondo grazie al potere di Internet. Ci unisce tutti. Possiamo trovare facilmente persone simili a noi e legarci a loro attraverso le esperienze divertenti che condividiamo grazie ai videogiochi.

È stato dimostrato, ad esempio, che quando un gruppo raggiunge il successo nei MMORPG, questo influisce positivamente sull'autostima dei suoi componenti. Inoltre, queste esperienze rafforzano i legami sociali tra i gamer (Gabbiadini e altri, 2014). Poiché i giochi eliminano il rischio di essere giudicati per caratteristiche stereotipate, finiscono col contare solo le prestazioni reali.


Oltre gli stereotipi

Alcuni gamer hanno trasferito la loro fama online nel mondo analogico grazie alle loro capacità. Il più noto di questi è probabilmente Dominique McLean, meglio noto come SonicFox. Dominique è un gamer professionista sotto contratto con EchoFox, che compete con successo su più titoli e ha già vinto campionati di Dragon Ball FighterZ e Injustice 2.

Parla apertamente del suo orientamento sessuale nei suoi canali social ed è davvero orgoglioso di poter rappresentare pubblicamente altri individui con personalità non eteronormative.

Lo streamer di CS:GO con disabilità Adam "Loop" Bahriz ha ricevuto il sostegno di molti dopo essere stato vittima di bullismo online. Questo non perché i follower intendessero proteggerlo più del normale per via della sua condizione genetica, ma perché è un giocatore straordinario, indipendentemente dal suo handicap visivo e uditivo.

Un altro esempio di tolleranza nei videogiochi è Sasha "Scarlett" Hostyn. La giocatrice di StarCraft 2 si è fatta un nome nell'RTS di Blizzard come una delle migliori gamer di sempre. È molto rispettata ed è diventata una delle gamer professioniste più acclamate di sempre. Inoltre,il fatto che sia una transgender non è affatto un problema per i suoi pari, poiché non fa alcuna differenza per loro.

Uniti dal gioco

Il senso di appartenenza è incredibilmente forte nella comunità di gioco. L'hobby che tutti amiamo ci regala storie condivise da raccontare e obiettivi da raggiungere. Questo rende i videogiochi un ottimo strumento per promuovere la tolleranza.

Quali esempi di tolleranza hai sperimentato giocando? Dì la tua nei commenti!

Fonte

Gabbiadini, Alessandro, Silvia Mari, Chiara Volpato, and Maria G. Monaci. 2014. Identification processes in online groups: identity motives in the virtual realm of MMORPGs. Journal of Media Psychology, 26(3):141-152



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