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PIÙ IN ALTO, PIÙ IN GAMBA, PIÙ VELOCE, PIÙ FORTE

Milioni di persone in tutto il mondo giocano e competono con i videogiochi. Tuttavia, solo una minima percentuale riesce a raggiungere la vetta. Il percorso per diventare professionisti è incredibilmente aspro, lastricato di frustrazione e fallimenti.

Prima ancora di prendere anche solo in considerazione la possibilità di entrare a far parte di un team di professionisti, devi aver dedicato migliaia di ore, esserti allenato scrupolosamente e conoscere il gioco in ogni dettaglio. G2 Esports è uno dei team più professionali e di maggior successo, noto per la spiccata vocazione a scovare e coltivare nuovi talenti.

Il fiore all'occhiello di G2 è sicuramente la squadra di League of Legends, capitanata dal gamer polacco Marcin "Jankos" Jankowski. Con un palmares che vanta tre Campionati LEC Split (League of Legends European Championship), una vittoria al Mid-Season Invitational 2019 e un secondo posto all'ultimo Campionato mondiale, G2 si è imposta come una delle più grandi squadre di eSport di tutti i tempi.

Tuttavia, l'inizio di G2 nella Summer Split 2020 è stato il più difficile che Jankos e i suoi compagni abbiano mai vissuto. "Abbiamo di nuovo fatto qualche errore e l'abbiamo pagato tutti individualmente", ha dichiarato il ventiquattrenne in un'intervista a Korizon Sports.

Solo una settimana dopo quel turbolento avvio di stagione, sono tornati ai loro standard, dominando gli avversari nel LEC. Come si può vedere, rimanere ai vertici è quasi difficile come arrivarci. Ma cosa motiva i gamer a continuare ad allenarsi e a competere?

AOC ha parlato con professionisti di G2 Esports che hanno condiviso le loro esperienze.

Diventare campione del mondo

Oltre ai successi ottenuti in League of Legends, G2 vanta una serie di squadre di livello mondiale anche in altri giochi, ad esempio Rainbow Six Siege. Juhani "Kantoraketti" Toivonen ha vinto nel 2019 il Six Invitational, il campionato del mondo riservato a questo titolo, aggiudicandosi con la sua squadra un premio di 800.000 dollari.

Tuttavia, sono state necessarie migliaia di ore di pratica prima di poter giungere a sollevare un trofeo. Come per molti altri gamer, tutto è iniziato con il sogno di diventare professionista. "Ho sempre desiderato essere un campione di eSport, ma non ci ho mai contato davvero", ricorda Kanto nella nostra intervista. I finlandese è molto chiaro su un punto: non si dovrebbe mai contare sul fatto di diventare gamer professionisti.

Una delle ragioni è che diventare professionisti non è per nulla un gioco da ragazzi. Bisogna costantemente lavorare su se stessi. Pertanto, è importante innanzitutto amare ciò che fai. "Ci sono stati brevi momenti in cui qualcosa accaduto nel gioco o certe decisioni prese mi hanno davvero fatto perdere la pazienza", ammette Kanto, "ma il 99% delle volte gioco perché mi diverto".

"Il peggior momento della mia carriera"

Ogni vittoria è il culmine di un processo che implica anche fallimenti e frustrazione. Per diventare più forti, i giocatori devono imparare dalle sconfitte e sconfiggere il loro peggior nemico: se stessi. Aleksi, compagno di squadra di Kanto "UUNO" Työppönen ricorda perfettamente il momento più difficile della sua carriera.

Nel maggio 2019, è entrato in G2, "il miglior team nella storia di Rainbow Six Siege", poco prima del Major di Raleigh. Nonostante questo momento sia tra i più memorabili nella carriera di UUNO come professionista, precede di poco il momento peggiore. G2 perse la finale del Major contro il Team Empire e molti fan criticarono il nuovo arrivato incolpandolo della sconfitta. Come ha reagito UUNO? "Mi ha spinto a lavorare ancora di più per assicurarmi che non accadesse mai più e per mettermi alla prova come giocatore individuale", spiega il venticinquenne.

G2 Esports non è ancora riuscita a ripetere il suo successo, ma ha appena concluso l'ultima Pro League al secondo posto. Un risultato deludente per UUNO che conclude: "Il primo posto è l'unico risultato che dovrebbe renderti felice e dovrebbe essere il tuo unico obiettivo". Ad ogni modo, G2 è sicuramente tornata in pista e ha tutte le carte in regola per migliorare ancora. Non mollare mai. Lavora sempre su te stesso. Questo è il codice di condotta dei giocatori di G2.

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